domenica 6 dicembre 2009

Quando la ragazzina ebbe mangiato qualcosa si sentì più in forze, tale da rendere sicuro Grey che fosse il momento giusto per partire.
Poco prima, infatti, era salita dal piano di sotto la moglie del padrone della locanda, una donna robusta e ben piantata che avrebbe potuto facilmente tener testa agli sbronzi della sera. Questa aveva subito mostrato il suo forte istinto materno, prendendo in simpatia la ragazza e offrendole un piatto di zuppa sostanzioso, insieme ad un bicchierino di vino per riscaldarla.
Fuori la luce volgeva già al primo pomeriggio, e si sarebbero dovuti affrettare. Lei non aveva altro che i suoi vestiti addosso, Grey in breve raccolse le sue cose, pagò e prese il cavallo dalle stalle.
Raku era da sempre il suo compagno, l'unico che potesse ascoltarlo quando viaggiava solitario. Non era alto come gli altri cavalli, era di una specie tipica della sua zona. Era un cavallino più basso e robusto, ideale per le lunghe cavalcate, dotato di grande forza di volontà. Grey lo amava.
La ragazzina procedette in sella, mentre lui conduceva a piedi, per farla ristabilire completamente. Non parlava molto, sembrava riservata.
Avanzando sulla strada, presso la piazza, l'uomo vide un individuo in portantina attraversare scortato da cinque uomini armati con armature ed armi diverse. Anche fisicamente sembravano provenire da luoghi diversi. Mercenari, e uno di loro avrebbe potuto essere lui, se non si fosse messo al servizio di Samy, questa ragazzina sconosciuta, che poteva provare di essere una nobile solo dai suoi vestiti. In effetti si chiese se avesse dovuto chiederle una prova di ciò che gli aveva raccontato, ma poi ripensò alle parole del vecchio cartomante, proprio mentre passavano vicino a dove l'aveva incontrato.
Il banchetto era sparito, ma la voce dell'anziano sembrava ancora bisbigliargli nelle orecchie. Le sue parole lo avevano guidato ad un cammino senza certezze.
"Samy, puoi provarmi di essere di nobile stirpe?" chiese, senza guardarla.
La ragazzina si voltò arrossendo in un primo momento, senza rispondergli.
"Tieni, ho solo questo anello. Non ho potuto prendere altro con me." Riluttante, tese la mano, esponendo la fascetta d'oro sul quale erano incastonati tre rubini intorno ad un diamante.
"Per gli Dei! Nascondilo subito!" Sibilò Grey, coprendole la mano con la propria. "Se qualcuno dovesse vederlo arriverebbero a tagliarti una mano mentre dormi, per averlo!"
La ragazzina ritrasse la mano di scatto, spaventata.
Grey la guardò, scettico.
"Per quanto ne so, potresti anche averlo rubato."
Lei non rispose, preferendo tacere, senza sapere cosa dire di adatto.
Grey non credeva che una bambina di quel tipo avrebbe potuto derubare qualcuno di un anello simile, all'apparenza preziosissimo, e non cercare di fuggire immediatamente per venderlo. No, per una cosa del genere sarebbe dovuto esserci qualcuno di esperto, per strappare una simile fortuna dalla mano di una qualche dama, sicuramente protetta da schiere di uomini armati.
L'uomo si vergognò di ciò che le aveva detto, scusandosene.
In breve giunsero in uno dei quartieri della cinta muraria più esterna, dove alloggiavano gli stranieri.
"Che facciamo qui?" Chiese lei.
"Sto cercando una persona che potrà aiutarci.

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