sabato 29 gennaio 2005

Oscuro linguaggio mentale, meccanismo obliato centro della luce buia che è, la chiave è contorta, la chiave non è ferma , la chiave è mutevole, la chiave è molte chiavi.
Amante amata slegata pretenziosa , quale è il significato?Lo vuoi, è palese se non per colui che non vuol vedere, lo vuoi senza una spiegazione, che forse contempla una lama troppo affilata e si risolve in una sola parola.In una sola chiave.

mercoledì 26 gennaio 2005

Solo la bianca luce della notte poteva penetrare da quella finestre, giusto un fascio, un frammento di vita... stava proteso col capo verso la luce, seduto, sdraiato, ormai accasciato su quel trono sanguinante, quel trono insanguinato.Sangue del suo sangue, sangue del peccato che ha visto il principio e vedrà la fine, quella goccia che per sempre scorrerà, scivolando, versandosi, per disperdersi alla fine sul freddo pavimento mortale, caduto dalle ali di un angelo.Angelo, non vivi, non muori, regni su te stesso e su tutto ciò che c'è. Ignaro il mondo si rispecchia in quegli occhi tuoi, neri vortici, bramano, desiderano quella luce da lassù che mai però potrà penetrare quell'anima.
Tu mi guardi, uomo, e ti specchi.
Mi respingi, ma mi desideri.

martedì 18 gennaio 2005

lunedì 17 gennaio 2005

è il fottuto terzo post di questa serata... perchè... perchè non ci riesco?
C'è qualcosa dentro, una tristezza, una piccola rabbia, c'è qualcosa, qualcosa che non riesco a dire, a scrivere, vorrei vomitarla, partorirla, buttarla fuori... non so neanche cosa è... un peso, mille modi per definirlo, neanche uno per affermare con sicurezza cosa sia.

 Perchè devo rendere conto a voi, perchè devo preoccuparmi? Sentirmi in colpa, dovermi guardare attorno per non guardarmi indietro...chi? con chi?distesa...neve...

non c'è nessuna cornice...




Upload : messo il link del mio spazio "Vento e Fiamme" tra i link.

 Pensando, tante volte mi sono rivisto...

Mi sono visto ragazzo, mi sono visto amico, mi sono visto compagno, mi sono visto amante, mi sono visto amato, mi sono visto adulto, mi sono visto grande, mi sono visto forte, mi sono visto padre, mi sono visto figlio, mi sono visto fratello... non so se mi vedrò uomo.

sabato 15 gennaio 2005

 http://www.repubblica.it/2005/a/sezioni/esteri/bufapent/bufapent/bufapent.html

Aaaaaaaaaaaaattenti!!!

"prooot"

SOLDATO!! SEI STATO TU?

chi...?...io?

SI TU!...STASERA A RAPPORTO NELLA MIA TENDA... ! VERRAI PUNITO...SEVERAMENTE!

E con l'alitosi????

mercoledì 12 gennaio 2005

Pain of Salvation -The Perfect element pt.1 - Ashes 

Ashes

You claim I don't know you, but I know you well
I read in those ash eyes we've been through hell
I've walked with the weakest just to feel strong
You've given your body just to belong

Let's burn together
Let's burn together

This pain will never end
These scars will never mend

I taste your sorrow and you taste my pain
Drawn to each other for every stain
Licking the layers of soot from your skin
Your tears work my crust to let yourself in

Touching you harder
Touching you harder now

As we walk through the ashes
I whisper your name
A taste of pain to cling to
As we walk through the ashes
You whisper my name
Who's the one with the sickest mind...
now?

This pain will never end
Our scars will never mend
Cleansing sweat
We are just using each other
Too depraved to stay alive
But too young to die
And we hurt
Thus we hurt

Scrubbing it harder
Too late to back out now
Scrubbing it even harder
As these two broken barren desolate disordered words collide

As we walk through the ashes
I whisper your name
A taste of pain to cling to
As we walk through the ashes
You whisper my name
Who's the one with the sickest mind...
now?

This pain will never end
These scars will never mend
Damn this dirty bed
Damn this dirty head

CENERI

Tu affermi che io non ti conosco, ma io ti conosco bene
Io leggo in quegli occhi di cenere che anche tu hai attraversato l’inferno.
Io ho camminato con i più deboli, per sentirmi forte
Tu hai dato il tuo corpo, soltanto per appartenere a qualcuno.

Bruciamo insieme
Bruciamo insieme, adesso

Questo dolore non finirà mai
Queste cicatrici non si chiuderanno mai

Io assaporo il tuo dolore, e tu assapori la mia sofferenza
Legati l’uno all’altra per ogni macchia.
Leccando via gli strati di cenere dalla tua pelle
Le tue lacrime erodono la mia crosta, per permetterti di entrare

Toccandoti ancora
Toccandoti ancora, adesso

Mentre camminiamo attraverso le ceneri
Io sussurro il tuo nome
Un sapore di dolore a cui aggrapparsi
Mentre camminiamo attraverso le ceneri
Tu sussurri il mio nome
Chi è quello con la mente più malata
…adesso?

Questo dolore non finirà mai
Le nostre cicatrici non si chiuderanno mai
Sudore purificatore
Stiamo soltanto usandoci l’un l’altro
Troppo depravati per rimanere in vita
Ma troppo giovani per morire
E proviamo dolore
Pertanto, noi proviamo dolore

Stridendo più forte
Troppo tardi per tirarsi indietro, adesso
Stridendo addirittura più forte
Mentre questi due spezzati, sterili, desolati e disordinati mondi collidono.

Mentre camminiamo attraverso le ceneri
Io sussurro il tuo nome
Un sapore di dolore a cui aggrapparsi
Mentre camminiamo attraverso le ceneri
Tu sussurri il mio nome
Chi è quello con la mente più malata
…adesso?

Questo dolore non finirà mai
Queste cicatrici non si chiuderanno mai
Maledetto questo letto lurido
Maledetta quest’anima lurida

mercoledì 5 gennaio 2005

Frecce sibilavano sul suo corpo stremato, si conficcavano nella carne ormai debole, si infiltravano tra i legacci bagnandò ancor di più quella pelle ormai cadaverica.
Solo neve e ghiaccio intrisi di sangue si mostravano intorno a lui. Dèi lanciavano dardi insanguinati in segno di discordia a quegli uomini cui rimane solo il disonore.
Dall'immobilità della morte uno sbuffo, il sussulto di un cadavere.Una mano, anzi, fredde ossa si allungarono sull'impugnatura della spada, conficcata nella neve accanto a lui... quella spada macchiata di sangue, trono di mille demoni e diavoli, mietitrice cieca d'anime.
Il pugno si richiuse  saldamente attorno ad essa e, come un vecchio stanco già morto, gravato del suo stesso peso, si tirò su lentamente.
La testa china verso il suolo, la vista annebbiata di rosso. Rosso sangue, furia che fino a poche ore prima conduceva i suoi assalti per la gloria del feudo e l'onore del suo signore... ora, solo una lente che mostrava la verità sul suo operato e di tanti come lui.Come lui.Non era il solo... no.Si sentiva speciale quando indossava quella armatura.Metteva su il casco finemente scolpito sulla sua testa, adorno due mezzelune incrociate sulla sua fronte di metallo fresco, implacabile, come uno specchio su cui si era impressa l'ultima emozione della gente a cui aveva tolto il mondo.
Ora tutte quelle anime avevano avuto la loro vendetta. L'elmo spaccato proprio al centro non aveva ucciso il suo portatore ma aveva liberato quegli spiriti imprigionati e fatti tornare nel mondo dei vivi come fantasmi ed ombre.Esse ora urlavano, si disperavano, piangevano, imprecavano, chiedevano vendetta, bramavano la testa del loro boia, versavano lacrime sul corpo mortale su cui erano state impresse tutte le sensazioni che avevano provato abbracciando i loro cari per l'ultima volta.
Ora l'uomo si erse in piede, traballante su quei sandali tra la neve sparsa... intorno a lui solo cadaveri, compagni d'arme, vecchi amici... e con loro speranze di gloria, ambizioni e una vita onorevole.
Ronin senza legge, senza signore, disonorato...
Ritrovare almeno quello, l'onore, la dignità dell'uomo in quel gesto che lo avrebbe riportato con le anime che aveva lasciato e pagare il prezzo di ciò che fino ad allora aveva compiuto.
Volse lo sguardo alla sua lama, ora fungeva da appoggio, anche ora lo stava aiutando a rimanere vivo, in piedi, in vita.
Ma gli Dèi non sono clementi con chi fallisce e la loro voce venne ululata forte dal vento spirante in una spietata raffica...
La spada, quella lama, unica, crudele, amica, andò in frantumi e con lei cadde anche l'uomo, ancora vivo.
La testa nella neve... lentamente alzò gli occhi pesanti che incorciarono un frammento di lama e vide il suo sguardo.Morto.
Ma ancora vivo.
L'idiota sta li, gode del suo operato, si sente compiuto, vivo nel suo gesto.

Un ghigno persistente è il suo sorriso ebete ed illuso, all'oscuro di tutto.

Lì in cima lei è tra le stelle, ma sotto non guarda più chi c'è, ma solo cosa c'è dentro.

Illude e gode, il mondo da lassù e suo, è viva.

Ipocritamente sprofondata, l'anima è perduta, la mente si è ritrovata.

Tutto ciò che sa.

Tutto ciò che vuole.

Cosa ha perso, cosa ha ritrovato.

Infinitamente finito.