Giunti nei pressi delle mura, dove si trovava l'imponente passaggio che immetteva nei campi fuori città, Grey e la ragazzina si inoltrarono per uno dei molti vicoli multicolori dove si accampavano, in tende e baracche, quei mercanti di passaggio che non potevano permettersi di meglio, poveri, straccioni, ladri e prostitute.
In pochi metri d'ampiezza, tra una casa e l'altra, si affollavano banchetti stracolmi di frutta, truffatori, oggetti di forme sconosciute e creature di chissà quale terra.
"Ah Kassìm! Vecchio mio!" proruppe Grey, andando incontro ad un uomo assai magro, il cui volto era scuro come il carbone, e solcato da mille e più rughe. Differentemente dall'età che dimostrava, l'uomo era molto vitale e abbracciò con vigore Grey. Lo seguivano un altro ometto, più basso e panciuto, con dei folti baffi, e un bambino.
Effettuate molto rapidamente le presentazioni i due vennero invitati da Kassìm dentro una tenda, svoltato l'angolo. Era in tessuto arancione, e sebbene non celasse molto il marasma esterno, l'ambiente era più ristretto, e si riusciva a parlare meglio.
Kassìm offrì a Grey e alla ragazzina del té, un aroma che lei non aveva mai sentito, tanto che non riuscì a decidere se le piaceva o meno. Kassìm nel frattempo raccontava del suo ultimo viaggio, svoltosi a sud, per il quale aveva dovuto attraversare un mare fino ad una terra desertica, il cui unico centro si trovava nel bel mezzo del nulla.
"Kassìm, devi aiutarmi in questo viaggio. Ho avuto poco tempo e... ho bisogno di te." Grey sembrava abituato a chiedere aiuto, senza fare tanti complimenti. Kassìm, d'altro canto, lo ascoltava divertito, come fosse un rituale già sperimentato.
"Avrai un cavallo, una mappa e qualche provvista. Nulla per cui privandomene dovrei pentirmi. Non mi hai però ancora detto il perché, di questa tua partenza."
Grey non parlò, ma il suo silenzio, e qualche giusta occhiata, furono molto più eloquenti.
"Mettitevi comodi, ad ogni modo. Domani partiremo anche noi, così faremo un po' del tragitto insieme e potremo ricordare il passato e riderci su!"
Grey ringraziò sentitamente e Samy arrossì in volto, sentendosi responsabile di tutto questo.
"Vi lasceremo nei pressi di Flenagan, quello è territorio dei centauri." Lo sguardo di Kassìm si era fatto d'un tratto molto serio, pensando probabilmente alle conseguenze di un passaggio da quelle parti.
"Centauri liberi?" Chiese Grey, visibilmente preoccupato.
"No, a quanto io sappia. Ma non è mai abbastanza prudente fidarsi."
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