venerdì 29 febbraio 2008

Mio caro bianconiglio,...

certo che con l'hakama e il kimono sembro un fottuto samurai d'altri tempi. Mi manca la katana vera e sono ok.

Dopo aver fatto per molto solo jo, il bastone, impugnare la spada di legno da una sensazione così leggera nei movimenti.





I mostri Impressionanti.



Si racconta che nel famoso studio fotografico di Londra dei signori Blocket, sul soffitto della sala dei ritratti, vi sia una botola che conduce a delle stanze abitate da mostri.


Pochi possono testimoniare di averli visti, e questi ultimi narrano i fatti con vivido orrore.


Dicono i più pettegoli che il signor Blocket e consorte siano cugini di queste strane creature poiché nessuno li ha mai visto uscire, all’orario di chiusura, per dirigersi a casa e né ha mai visto scale che conducano ad un piano abitabile.


I Blocket gestiscono da molti anni questa loro proficua attività di fotografi e tutti ne sono contenti,


eppure la leggenda dei mostri in soffitta è nota a tutti.


La sala dei ritratti è una grande stanza arredata con carta da parati bianca e mattonelle in marmo nero, in ogni dove poi si trovano oggetti atti a costruire ogni tipo di ambientazione da abbinare alla giusta personalità. Ecco una piccola libreria di fronte cui posano gli uomini facoltosi, una comoda poltrona di pelle per gli anziani, una scrivania in mogano nero con penne e calamaio per uomini in carriera.


E poi, in alto, una di quelle botole che quando si aprono lasciano scivolare giù una scala a pioli.


Seppur pochi possono dire di aver visto quella botola aperta, molti giurano di sentire spesso una donna cantare e musica classica provenire probabilmente da un grammofono.


Se lo chiedete al signor Blocket costui vi risponderà che gli inquilini del piano di sopra staranno dando una festa, non c’è nessun mostro, che idiozia.


C’è però chi dichiara di essere riuscito a vedere alcuni di questi inquilini. I più fortunati dicono di averli visti in stretta compagnia dei signori Blocket e non solo all’interno del negozio ma anche a qualche importante party o sala da the.


Uno di questi dice di aver assistito ad una scena raccapricciante degna del circo degli orrori: un dì costui si era recato per fare un ritratto che avrebbe poi regalato alla sua cara mamma.


Sbrigata la faccenda i Blocket erano intenti a sistemare le apparecchiature fotografiche mentre il nostro uomo stava lasciando tranquillamente la sala, quando fu attratto da un rumore cigolante provenire dall’alto.


La botola si era aperta e ne era uscita una scala a chiocciola nera di metallo sulla quale scendevano, come in parata, strani e disgustosi individui travestiti da perfetti gentiluomini e gentildonne.


L’uomo, terrorizzato, si era immediatamente accucciato dietro una parete abbastanza al sicuro da permettergli di sbirciare l’orrenda scena.


Ed ecco Mr. Blocker e consorte affannarsi nel salutare gli inquilini del piano di sopra, accogliendoli come vecchi amici.


Il primo, quello che sembrava il leader del gruppo ed anche il meglio vestito, era un qualcosa dalla forma e dalla voce umana, maschio a sentire la descrizione dei vestiti, ma il suo corpo era interamente coperto di peli.


Dalla testa ai piedi non c’era differenza: teneva quelli che diremmo essere capelli legati con un fiocco e, lì dove si trova il mento, un altro fiocco teneva tesi i peli superflui di quell’essere.


A dispetto delle sue condizioni esteriori parlava con garbo, addirittura con charme, e i suoi occhi erano di un verde acceso in netto contrasto con il castano della pelliccia.


Lo chiamavano signor Andrews, ed in particolar modo la signora Blocker sembrava completamente a proprio agio con lui. Si vocifera, tra i pochi che sanno, che i due si incontrino spesso fuori e che ci sia del tenero tra loro.


L’ometto che seguiva il signor Andrews era il signor Tockins, ed era proprio un ometto, veramente basso, anzi un vero e proprio nano con la testa pelata ed abnorme e gli occhi scuri e stretti. Costui è probabilmente l’uomo più basso del mondo.


Portava un vestito confezionato su misura, molto elegante, con giacca e panciotto. Ciò che più stupì chi riuscì a vederlo fu la sua voce potentissima, che accennava a voler tacere.


È stato descritto come un  egomaniaco, si dice parli di se stesso per ore ed ore, in particolare del suo passato. Addirittura sembra vantarsi di una certa parentela con Napoleone riscontrabile nella sua intelligenza e nella pronunciata forma del naso.


Il signor Tockins è sempre accompagnato dalla sua signora, una donna della stessa levatura del marito ma molto più appariscente. Infatti la nana veste sempre un abito rosso ricoperto di paillette in tinta con il colore del rossetto sulle grosse labbra. Sulle spalle tiene un enorme scialle di piume che accarezza come fosse un figlio.


Donna schizzinosa e vanesia, si ricopre sempre di gioielli che la fanno assomigliare ad un tozzo albero di natale in miniatura.


Subito dietro di lei barcolla su gambe magroline simili a trampoli un uomo la cui altezza supera sicuramente i due metri e mezzo. Costui è un gigante ma la sua estrema magrezza lo fa apparire più simile ad una canna di bambù in balia del vento.


Sembra che soffra di vertigini solo guardandosi i piedi. Porta un paio di occhialini rotondi su di un naso veramente grosso e dei baffetti perfettamente ordinati.


Avanza a fatica sulle scalette, stando chino e borbottando, con una fastidiosa erre moscia, quanto sia nervoso e come sarebbe stato più opportuno rimanersene al piano di sopra.


Questo piccolo gruppetto di orribili e disgustosi aberrazioni umane è solo una parte di coloro che abitano il piano di sopra, infatti molto di rado si azzarda a scendere anche qualche altro strano personaggio di cui, solitamente, si ode soltanto la voce.


Spesso sono i signori Blocket a decidere di fare visita agli inquilini di sopra per prendere insieme un tè con i pasticcini preparati dalla signora.


Sembra che anche adesso, a distanza di cinque anni dalle ultime testimonianze, vi sia qualcuno che abita la misteriosa soffitta della sala dei ritratti ma qualcosa è cambiato.


Negli anni la semplice simpatia che c’era tra la signora Blocket e il signor Andrews si dice sia diventata qualcosa di più. Sono stati visti in atteggiamenti intimi insieme, in qualche bar dei sobborghi, dove nessuno faceva caso ad un mostro coperto di pelo.


Oggi il signor Blocket lavora da solo, e nella stanza dei ritratti è stata appesa la foto del viso di un bell’uomo sulla trentina di cui nessuno sa con certezza il nome.


La relazione tra Mrs. Blocket e Mr Andrews ha infatti una tragica conclusione secondo alcuni.


Un giorno Andrews avrebbe chiamato la signora nella soffitta che era stranamente silenziosa, sembrava infatti esserci solo lui.


L’uomo peloso le avrebbe chiesto di tagliargli i peli, tutti, così da poter essere abbastanza uomo da conquistarla per una notte e poi, nudo, morire. Si sa solo che il signor Andrews è scomparso insieme alla signora e nella stanza dei ritratti c’è questa nuova fotografia.


Nel suo infinito ciarlare qualcuno ha sentito affermare il signor Tockins che Andrews si sarebbe gettato in mare e se ne sarebbe andato per sempre, nudo e senza peli.

domenica 24 febbraio 2008

Sweeney Todd

There was a barber and his wife...



Ieri sera ho visto Sweeney Todd. Veramente ben fatto, e mi è sembrato di assistere, per una volta, ad un uon adattamento italiano. Il film si ispira ad un musical ed era infatti per l'80% cantanto ed il resto parlato. Le canzoni erano, fortunatamente, lasciate in lingua originale sottotitolate così che ho potuto bearmi dell'originale accento e posso dire che è stato fantastico. Il parlato era in italiano e non sdegnava affatto, molto azzeccato. Gli attori sempre perfetti, Depp come al solito interpreta un personaggio  a lui molto congeniale e la Bonham Carter superba interpretatrice di una folle.

La storia è quella di Benjamin Barker, un barbiere di Londra, sposato ad una donna dai capelli dorati e con una figlia a lei simile. Il giudice Turpin, innamoratosene, a rinchiudere Barker in prigione per quindici anni per possederla.

Al ritorno Barker non esiste più, c'è solo Sweeney Todd che, appreso dalla padrona di casa, Mrs. Lovett, della morte della moglie e che la figlia è stata adottata dal giudice, decide di mettere in atto la sua vendetta.



Splendido film, ottima fotografia, toni perfetti molto desaturati, freddi. L'unico colore di contrasto era il rosso del sangue, dominante dappertutto. Le musiche superbe rimandano ad un Burton nei suoi toni più cupi.