mercoledì 2 dicembre 2009

Dopo una lunga notte, finalmente, la ragazzina sembrò riprendersi. Aprì lentamente gli occhi su di una stanza di locanda, scarna e arredata solo da un tavolo, una sedia e una piccola credenza.
Tutto era illuminato da un fievole raggio di luce che attraversava le tende tirate. Sentiva ancora, come in lontananza, la morsa del freddo e un brivido la scosse.
Lottò contro l'impellente bisogno di chiudere le palpebre, scacciandolo con l'improvviso timore per il fatto che non sapeva assolutamente dove si trovava e chi l'avesse portata li. Represse un grido.
Ricordava soltanto la pioggia scrosciante, quel frastuono continuo interrotto dallo schianto dei tuoni. Qualcosa l'aveva attaccata, scaraventandola a terra e facendole perdere i sensi, ma prima di svenire le era parso di vedere qualcun altro frapporsi fra lei ed il suo assalitore.
C'era un uomo, accanto a lei, addormentato su una sedia, col mento appoggiato sul palmo della mano ed ai piedi una bacinella con delle pezze bagnate. La ragazzina allungò un braccio verso la spalla dell'uomo, per assicurarsi che fosse reale. Questi, toccato, sobbalzò un attimo, con uno sguardo che le parve quasi più spaesato del suo, ma poi sembrò riacquistare coscienza della situazione.
Lei ora si stringeva le ginocchia al petto, non sapendo come comportarsi.
"Sei viva, grazie agli Dei! Cominciavo a temere." Disse Grey, avvicinandosi.
Dopo un attimo di esitazione la ragazza rispose.
"Chi sei tu e dove siamo?"
"Mi chiamo Grey, ieri sera sei stata assalita, ricordi?"
Grey si soffermò per un attimo a ripensare alla figura che l'aveva assalita. Era svanita nella pioggia dopo essere stata trafitta, poteva essere qualunque cosa, poteva anche essere sopravvissuta. Il suo sguardo si fece più duro per un attimo.
"Ti ringrazio per avermi salvata, Grey. Io sono Samy."
"Hai idea del perché qualcuno potrebbe volerti morta?" chiese lui.
"No... non riesco a immaginarlo."
"Dove sono i tuoi genitori, Samy? Ti riporterò a casa appena starai meglio."
"No!" scattò lei "Io... non posso tornare a casa. Io devo andare da qualche parte. Io devo."
La paura sembrò tornarle in volto.
"Per questo camminavi sotto la pioggia, ieri notte? Perché non puoi tornare a casa?"
"Io devo andare! Sono di nobile famiglia, probabilmente ieri volevano rapirmi e poi chiedere denaro in cambio! Deve essere così! Ma io devo andare via, è importante!"
"Potrebbero tentare di nuovo di catturarti allora. Dove sei diretta tutta sola?"
"Devo andare al monastero che si trova a nord, oltre Copper Hill."
"Tutta sola? Come pensi di arrivarci?"
"Io non lo so." Tacque la ragazzina, sconsolata. "Vieni con me Grey! Ti prego, ti pagherò quando tornerò a casa! Sarai il mio custode! Ti prego, aiutami!"
Sembrava disperata e senza speranze. Nel frattempo il sole cominciava ad alzarsi e Grey ricordò che ormai non gli era rimasto più molto denaro per pagare ancora quella stanza.
"Va bene, Samy. Ma dovrai fare ciò che ti dirò. Non sarà un viaggio in portantina." Disse lui, tentando quasi di spaventarla per farla rinsavire.
Lei accettò senza pensarci due volte, sorridendogli per la prima volta da quando si era svegliata.
Più tardi, dopo aver mangiato qualcosa, sembrò riacquistare finalmente un po' di colore.
"Quando dobbiamo partire?" Le chiese Grey, pensando a tutto quello che doveva organizzare.
"Il prima possibile, Grey. Dobbiamo sbrigarci."

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