mercoledì 31 gennaio 2007

Un uomo dentro una grotta sta seduto su antiche rovine di chiese barocce. Di fronte vi è una grande finestra, alta con i vetri tutti colorati. L'umidità in candide gocce cade dal soffitto. Una goccia sui suoi capelli, una goccia nella pozzanghera. La luce che penetra dalla grande vetrata proietta tanti colori quanto un prato fiorito.
Un sussurro.
"C'è un sogno?"
Una goccia, e una goccia e una goccia e una goccia.
"è questa l'entrata del cuore?"
Una goccia scivola sul vetro, scivola scivola giù lasciando una striscia dietro di se.
I vetri vanno in frantumi, la luce si scatena e penetra vigorosa e senza filtri, illuminando la caverna di fiumi e laghi, prati, fiori sbocciati.
L'uomo copre gli occhi accecato da tanto chiarore, ma in fondo alla luce scorge una figura. Gli rivolge la schiena, liscia e nuda, sormontata da capelli castani che cadono dolcemente sotto le spalle.
Lui si alza, senza dubbi, senza certezze. E' istinto, è vita primordiale, è impeto bestiale, un'emozione furiosa che lo fa lanciare dentro la luce senza tempo, materia o forma.
C'è solo lei.

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