La madre del ragazzo parlava, parlava, parlava. Parlava cieca, parlava muta, parlava sorda al figlio. Non vedeva la luce che gli occhi del ragazzo stavano focalizzando, le immagini che saltellavano canticchiando sul muro e più in là, fuori dalla finestra, sui tetti dei palazzi di fronte. Le figure ballavano al suono della musica proveniente dalle casse del pc.
Il ragazzo osservava fuori dalla finestra. La madre concluse e uscì dalla stanza, chiudendo accuratamente la porta.
Una figura si staccò dalle altre che ballavano all'esterno, avvicinandosi al ragazzo, attraversando la finestra senza difficolta e saltandogli di fronte. Era un coniglio grigio, che canticchiava fuori dal coro con una vocina stridula e un ghigno sul musetto batuffoloso.
Il coniglio saltellò di nuovo sul davanzale della finestra. Dietro di lui il ragazzo tese la mano cercando di raggiungerlo.
L'esserino saltò semplicemente fuori, scomparendo tra le altre figure che ballavano.
Il ragazzo aprì la finestra e saltò nel turbine informe di suoni, e si sentì sorretto, trasportato fino a terra, cinque piani più in basso. Atterrando la musica accompagnava ancora i suoi ultimi istanti durante i quali lo sfracellarsi delle ossa gli sembrò come se si fosse addormentato su un dolce letto di piume.
Sarà mica autobiografico :P ?
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