mercoledì 26 gennaio 2005

Solo la bianca luce della notte poteva penetrare da quella finestre, giusto un fascio, un frammento di vita... stava proteso col capo verso la luce, seduto, sdraiato, ormai accasciato su quel trono sanguinante, quel trono insanguinato.Sangue del suo sangue, sangue del peccato che ha visto il principio e vedrà la fine, quella goccia che per sempre scorrerà, scivolando, versandosi, per disperdersi alla fine sul freddo pavimento mortale, caduto dalle ali di un angelo.Angelo, non vivi, non muori, regni su te stesso e su tutto ciò che c'è. Ignaro il mondo si rispecchia in quegli occhi tuoi, neri vortici, bramano, desiderano quella luce da lassù che mai però potrà penetrare quell'anima.
Tu mi guardi, uomo, e ti specchi.
Mi respingi, ma mi desideri.

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