sabato 4 agosto 2012

Fortezza

La sentinella raggiunse la sommità delle mura per cominciare il proprio turno di guardia. Osservando l'enorme strapiombo su cui esse si gettavano il nano strinse gli occhi per meglio focalizzare lo sguardo sul panorama che si stendeva ai piedi della montagna di Karadar. Una breve pianura verdeggiava a una certa distanza per poi esaurirsi contro l'aspra roccia viva sulla quale, nel corso di centinaia di anni, i nani avevano lavorato per darle una forma più o meno regolare, così da creare lunghissimi camminatoi e stazioni di posta per sorvegliare la montagna.
Man mano che avanzava la sentinella però percepiva, nella grandezza della montagna, che era questa a proteggere lui e tutta la sua razza dai pericoli esterni. Le sentinelle non erano altro che deboli occhi che un giorno si spegneranno mentre la roccia sarà ancora grande e forte e veglierà sempre sui saloni di Karadar.
Dopo una lunga camminata il nano decise di fermarsi per una pausa, si appoggiò alle mura esterne e gettò una occhiata: nulla, il sole era calato e la notte scura avanzava.
Solo una fiammella ardeva lontano, un piccolo lumicino che lentamente si muoveva attraverso la piana.
Osservandolo attentamente la sentinella si chiese chi mai potesse essere a vagare di notte in una terra pericolosa come quella.
Un breve sferragliare gli annunciò che c'era qualcuno alle sue spalle, Findrol, uno dei membri anziani delle guardie delle mura.
Dopo un breve saluto il nano indicò alla sentinella più anziana il solitario lumicino avvistato poc'anzi.
"Deve essere un viandante assai sprovveduto." Rispose quello. "Sicuramente un dannato gruppo di orchetti lo avvisterà e lo sgozzerà senza che questi se ne renda minimamente conto. Maledetto stupido."
E dopo aver sputato per terra in segno di disprezzo riprese il cammino.
L'altra sentinella dopo aver dato un'ultimo sguardo fuori dalle mura riprese anch'esso la guardia.

Non doveva essere passato molto tempo, il nano non era nemmeno arrivato alla seconda stazione di posta che cominciò a udire un fruscio continuo e insistente provenire dalla pianura. Il viandante solitario sembrava ancora lontano dalla montagna, eppure ben si scorgeva la luce del fuoco della torcia che portava con se.
Man mano che il tempo passava il fruscio sembrò aumentare fino a tramutarsi in un allarmante brusio chiaramente udibile per tutte le mura. Qualcuno d'un tratto urlò. Il nano si precipitò in avanti cercando di capire cosa fosse successo mentre altri suoi compagni percorrevano la stessa strada, sorpresi anch'essi.
"Dov'è il pericolo?!" Gridò qualcuno.
Ma le urla aumentavano mentre cominciò ad essere chiaro che il brusio insistente si era tramutato in un pesante scalpiccio di piedi sulla roccia.
Tutte le sentinelle si sporsero dalle mura solo quando videro che da quella torcia solitaria si stavano moltiplicando molti altri fuochi la cui luce si deformava contro le corazze di metallo, rivelando volti mostruosi e bocce dai denti aguzzi.
"Sono orchi! Maledettissimi orchi! Avanzavano al buio per non farsi scoprire!!" Gridò Findrol da un camminatoio ad un livello più alto.
Ora che le torce erano accese si rivelava l'imponente esercito di sub-umani ormai alle porte di Karadar.

Nessun commento:

Posta un commento