Non sono lo scrittore forbito che chiedi
nè il retore che affascina le bambine.
Sono io l'ammaliato,
il disperato naufrago,
l'amore è un paradosso,
un sentimento avverso all'istinto.
O è quello che credo, ancora dilettante di quest 'arte.
Un giorno decisi di fortificare il cuore,
innalzare pareti di metallo una sull'altra
per sopravvivere, per proteggermi dall'altro.
Giunta tu hai sconvolto il piccolo mondo della mia vita,
disciolto le barriere, frantumate e mi hai esposto al fuoco.
Mai credo capiremo se è una fiamma che ustiona o che lenisce,
o forse convivremo con le due facce
io luna e tu sole. Mi scaldi ma mi ustioni,
a te irresistibile attrazione, a te gravità delle stelle luminose.
Ognuno deve vivere sotto la propria stella, e tu sei la mia rivoluzione del cuore,
sei una ribellione al passato, al deserto e alla steppa arida dello sciacallo che azzanna la vita in brandelli, dominando sul nulla.
Credevo una volta di conoscere me stesso, credevo di sapere cosa aspettarmi e perciò di proteggermi in anticipo da voli troppo arditi.
Ora non so cosa vi è domani, domina solo il desiderio di te, la passione e la danza del cielo nelle tue mani.
Eoni passano.
ribellione al passato
RispondiElimina.