martedì 13 novembre 2007

"Questo mondo è bellissimo cazzo. Amico, devi solo capirlo." Pausa, si concesse di respirare tra un tiro di sigaretta e l'altro.

"Chi ti dice che fa schifo non ha capito assolutamente niente. L'unica cosa di cui ti devi curare è un piccolo gruzzoletto in tasca. A parte questo hai tutto ciò che ti serve ai tuoi piedi. L'amore, l'amicizia, le donne sono tutte cazzate mentali che ti fanno solo male e chiederti chi cazzo te l'ha fatto fare di cercare un contatto umano.

Abbiamo una galassia di pasticche, pillole, polveri interstellari, fumi, erba, funghi, droghe chimiche e un oceano di alcolici per mandarle giù. A che ti serve una mano sulla spalla quando un elefante rosa ti sorvola e tua nonna ti appare come una valkiria seminuda? Puoi avere tutto quello che vuoi nel palmo di una mano, basta ingerire quello che ti passano sotto il naso. Quello che credevi importante si dissolverà nel fumo. L'etica la morale non esistono più nella dimensione del drogato. Inutili noie. Cerchi l'orgasmo? Il sesso? Il calore di una donna? Abbiamo centinaia di nightclub, stripclub, case chiuse e bordelli a nostra disposizione.

Se cerchi professioniste vai nei locali giusti. Se vuoi farla sembrare una cosa alla vecchia maniera basta una discoteca. Attento, fino ai quindici non sperare più di un pompino. Dai sedici in su stai sicuro che hai campo libero, se ti accontenti di stare sopra un cesso.

Imparerai che una donna non sarà più la tua donna ma una puttana sporca e intrisa di fumo e sudore proprio come tutti gli altri, quindi perchè preoccuparsene? Devi annegare il cervello e la normale percezione delle cose in una salamoia multicolore, tutto sta alle tue spalle. Davanti hai solo un tavolo apparecchiato con del cibo chimico che ti darà una nuova prospettiva del futuro."

"Qual è il prezzo?"

"è un patto col diavolo, come un giorno da leoni invece di cento da pecora. Una volata verso il traguardo, uno sprint da centometrista. Chi la vuole una vita lunga?"

"Non io, fratello. Dove sta il paese delle meraviglie?"

"Laggiù."

Ad un tavolo rotondo c'era un uomo con un cilindro e la sigaretta di traverso.

"Quella è la tana del bianconiglio."

Contrattazione rapidissima.

"Cash. paga." diceva quello prima di darti il sacchettino.

Pagò e mi mise in mano il bottino di polvere magica.

"Di nulla, amico." Disse lui, svanendo tra la folla.



Rabbit stava al bancone chino su una pinta di birra.

A pochi passi da lui stava una bionda con un vestitino a strisce ed una coda finta attaccata alla gonna inguinale.

"Ehi gattina..." mormorò quello tra i bassi della musica. Magicamente lei si voltò con un enorme sorriso, quasi inquietante. I suoi occhi erano psichedelici a causa delle luci, i miei valutavano la grandezza fuori norma del suo seno in quello che sembrava il pezzo superiore di un bikini a strisce.

"Offrimi qualcosa."

"Una vodka, mister" accennò lui al barista.

"Mi rendi nervoso, lo sai?" sempre lui.

"Uno come te non sa gestire una come me?"

Gli occhi della ragazza non si staccavano nemmeno per un battito di ciglia dai suoi. Inquietante.

"Quanti anni hai?"

"Sedici." miagolò lei.

"Mi sembri abbastanza grande per aver voglia di volare. Tu vuoi volare?"

"Come?" si illuminò lei, battendo le dita sul bancone.

"Ho io la polvere di fata che ci serve." Le avvicinò al viso il sacchettino.

"Come ti chiami?" chiese lei.

"Peter Pan."

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